Biopor, il mattone naturale porizzato della Fornace Carena

La Fornace laterizi Carena sorge a Cambiano dal 1907, grazie al lavoro e alla passione di tre generazioni di fornaciai, che mettono a frutto ancora oggi l’esperienza maturata in anni di produzione nel cuore del Piemonte. Un’attenzione alla sostenibilità che parte dalle materie prime impiegate, un processo di produzione che evidenzia il focus ambientale dell’azienda, una ricca gamma di manufatti che spaziano dai laterizi tradizionali ai nuovi blocchi da muro e tramezze, e che vede come fiore all’occhiello un prodotto estremamente particolare e innovativo, Bio-por.

Questo nome rappresenta una linea produttiva di laterizi a fori verticali dall’elevato isolamento termico, realizzata con argilla di quattro tipologie che si differenziano per grassezza, proveniente dalla vicina cava storica di estrazione che serve la Fornace Carena, aperta più di cento anni fa e oggi riqualificata.

Il prodotto è così chiamato perché completamente biologico e perfettamente adatto per le costruzioni in bioedilizia. Alla sola argilla viene infatti aggiunto, al fine di porizzare, un componente totalmente naturale: la lolla di riso, biologica, priva di impurità e proveniente dalle vicine risaie vercellesi. Un residuo a km zero naturale che sostituisce le polveri e gli altri rifiuti industriali spesso utilizzati nella produzione dei laterizi e che miscelato all’argilla e portato a cottura rilascia nel manufatto delle microcavità che aumentano il potere isolante termico del mattone.

La gamma Bio-por si divide attualmente in due grandi famiglie: il Bio-por per muratura portante antisismica a foratura 45% e il Bio-por da tramezzatura e tamponamento con foratura 55-60%, con relativi differenti formati. Innovativo e certificato, il prodotto è testato in un laboratorio interno all’azienda, dove sono verificate dimensione, resistenza a compressione e trasmittanza termica. La resistenza termica al fuoco e il potere fonoisolante sono invece accertati da certificatori esterni.

Un prodotto biologico sostenibile anche nella sua produzione già a basso impatto ambientale, perché il 10% dell’energia necessaria a impastare l’argilla e far girare la ventola dell’essiccatoio infatti proviene dal sole, grazie ad un impianto fotovoltaico che sfrutta sapientemente le coperture dello stabilimento e che permette di realizzare quello che è oggi il mattone verde per eccellenza.

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Le Fornaci Carena, Ballatore e Mosso hanno dato vita al network Fornaci del Pianalto, per ‘fare rete’ , operare cioè in sintonia di intenti per crescere e favorire al contempo lo sviluppo armonico del territorio.

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