La ripresa del mattone in Italia

Tra il 2008 e il 2014 oltre 100 mila imprese del settore edile sono uscite dal mercato.

Una crisi che è arrivata dopo nove anni di crescita ininterrotta e che ha colpito soprattutto le realtà più strutturate in termini di dipendenti, causando la perdita di circa 580 mila posti di lavoro.

Oggi alcuni segnali di ripresa sembrano aver finalmente interessato il settore delle costruzioni e a dirlo è il XXIV Rapporto congiunturale previsionale del Cresme, realizzato quest’anno con il patrocinio di SAIE, salone internazionale dell’edilizia che tutti gli anni si svolge a Bologna, e presentato in un appuntamento pre-fiera.

L’incertezza descritta dal rapporto dello scorso anno non viene ancora cancellata, ma i dati che oggi provengono dal comparto sembrerebbero segnare l’inizio di una lenta ripartenza.

Il dato più importante è che il 73% del valore della produzione del mercato delle costruzioni nel 2016 proviene dalla riqualificazione del patrimonio esistente, in un anno che ha visto una grande positività nei suoi primi mesi per quanto riguarda le compravendite immobiliari, il credito alle famiglie, la vendita di finiture e impianti e di macchine per il movimento terra.

Quello che invece non offre ancora segnali positivi è la nuova produzione residenziale, che rappresenta solamente l’8% di quel valore: 166 miliardi di euro.

Il maggior contributo agli investimenti proviene dalle opere pubbliche (+3,6%) e dall’edilizia non residenziale (+2,2%), con gli incentivi fiscali del 50 e 65% che parallelamente incoraggiano il recupero residenziale.

Il settore delle costruzioni e dell’edilizia è un tassello fondamentale, che muove tutta l’economia e per il quale ci si augura si possano presentare delle nuove opportunità di crescita. Una spinta in questa direzione è data soprattutto da un investimento pubblico forte, in un momento dove i segnali di ripresa sono ancora deboli e trainati dall’edilizia non residenziale e dalla riqualificazione del patrimonio energetico.

Il nuovo ciclo edilizio che sembra essere iniziato promette novità importanti che, anche in seguito al sisma che purtroppo ha colpito il centro Italia, porteranno probabilmente sempre più attenzione all’investimento pubblico e alle nuove risorse che potrebbero condurre alla rigenerazione e al rilancio dell’industria delle costruzioni dopo anni di crisi.

 

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